Hasta la victoria, siempre
Ma secondo voi chi lo paga l'Erasmus in Guatemala a Ingroia?
Abbiamo una legge elettorale che offre un premio di maggioranza sempre identico a chi vince di un voto come a chi vince per un milione di voti. Non c'e mai stata "la maggioranza più vasta della storia", citata da Vittadini a proposito del 2008: i rapporti di forza alla Camera erano all’epoca identici a quelli che nel 2006 ebbe Romano Prodi, e proprio alla Camera Berlusconi a novembre ha perso la sua maggioranza.
Sul PDL, Alfano e Fini:Credo che a molti altri non piaccia il ritorno di Berlusconi: troppi errori compiuti, troppe delusioni anche cocenti, è vero. Credo che il Cavaliere fin dall’inizio non abbia usato grandi finzioni: scelse la politica per difendere la libertà sua e delle sue aziende. Talvolta è coincisa con la libertà degli italiani, per lungo periodo non è stato così. Ha colpe evidenti.
Sull'attuale situazione politica e quello che ci aspetta alle prossime elezioni:Per nove mesi Berlusconi è quasi scomparso. In nove mesi nasce un bambino. Non ho visto nascere altre leadership politiche: la realtà è questa. Forse sarebbe stato possibile, ma non è avvenuto: come scriveva Manzoni per don Abbondio, se uno il coraggio non ce l'ha, non se lo può dare. (...) Quando dissenso c'è stato nel centrodestra, è accaduto per questioni di potere personale, non su grandi temi. Non sono circolate idee e senza idee non nasce una classe dirigente.
Sul futuro che ci attende dopo le elezioni:Possiamo dire che ci fa tutto schifo, ma la realtà della politica è questa: il prossimo anno si voterà per Bersani o Berlusconi (magari non si candida lui, ma sarà in campo) a palazzo Chigi. Bisognerà scegliere tra il modello di uno e quello dell'altro. Non c'è più tempo per altre ipotesi. La credibilità dell'uno o quella dell'altro. Gli errori di uno o quelli dell'altro. La realtà è questa, e di fronte a questa realtà bisogna porsi.
La storia d'Italia racconta un Paese che è sempre stato bipolare per due terzi (Dc-Pci, Berlusconi-Progressisti) e non vedo una particolare evoluzione in questo. Non abbiamo mai avuto un partito in grado di vincere le elezioni, e maggioritario o proporzionale cambia poco: sono determinanti piccole formazioni politiche che hanno sempre bloccato e condizionato l' attività dei governi. Non è gran democrazia, ma finora l'antidoto non è stato trovato. L'unica soluzione è fare circolare idee: ce ne sono tante in giro, ed è sempre stata la forza di questo Paese. Le idee prima o poi trovano le gambe su cui camminare.
L'Euro è un peg della Lira a quota 990 sul Marco.
per Lei il ritorno alla lira non servirebbe per attuare svalutazioni competitive, come infatti mai è accaduto nella storia del Paese quale valvola di sfogo alla mancanza di iniziative riformistiche. Anzi, ci informano che Lei ha pronto un piano per agganciare irrevocabilmente la lira all’euro, e per aumentare credibilità avrebbe pure deciso un virile currency board, anziché delle effeminate bande di oscillazioneA leggere questa frase pare che l'alternativa sia solo fra currency board e svalutazioni competitive. Forse, per restare in Europa, Gran Bretagna, Svezia, Polonia e Rep. Ceca hanno l'uno o l'altra? No: le loro valute hanno il valore che gli dà il mercato, senza che i rispettivi governi le abbiano ancorate all'Euro o pratichino verso detta zona delle svalutazioni pilotate per rilanciare le esportazioni.
La verità è che la Bce è una struttura federale, nel modo e con i limiti in cui può esserlo una tecnostruttura in questa Europa altamente imperfetta.Che sia una struttura federale non è cosa condivisibile. Tant'è vero che i posti che contano vanno a persone dei paesi che contano. E quando ciò non avviene (vedasi il caso delle non dimissioni di Bini Smaghi), la Francia si risente, come se quel posto nel consiglio dovesse andare di diritto a un francese. È più corretto dire che la BCE è una struttura intergovernativa. E non è una mera questione terminologica. Dice poi Seminerio:
Si tratta di nomine che hanno una legittimazione democratica, tipica di tutte le procedure di nomina di organismi tecnocratici.Ma poi aggiunge:
Se e quando la Ue diverrà una federazione o confederazione, è auspicabile che queste procedure vengano riviste in senso di attribuire maggior rilevanza ad un Parlamento europeo reso più operativo e meno declamatorioIl che significa che il parlamento europeo, l'unico organo europeo direttamente eletto dal popolo, non ha oggi rilevanza. Ergo: la legittimazione democratica non c'è proprio perché l'UE non è né una federazione né una confederazione. Aggiunge Seminerio:
La verità è che la strada per cui battersi è quella di un percorso federale verso maggiore integrazione politica in Europa, tale da poter conferire più democraticità al processo decisionaleErgo, ancora una volta: il processo, dice Seminerio, non è democratico, ma sarebbe bene che lo fosse. Dunque un'altra sua obiezione a Martino:
Martino dovrebbe spiegarci se vede questo vulnus democratico europeo come meno nocivo di una banca centrale assoggettata al “controllo democratico” usata per finanziare il deficit anche in condizioni ordinarie.Delle due l'una: o Seminerio preferisce una BCE tecnocratica che risponda il meno possibile agli input democratici, oppure preferisce "conferire più democraticità al processo decisionale". Oppure (probabilmente) ha in testa qualcos'altro che gli è rimasto nella penna. Vedremo se e quando replicherà a Martino.
E comunque, per farla breve, ricordate che stiamo parlando dell’uomo che, negli ultimi vent’anni ha avallato senza batter ciglio tutti gli sfondamenti di spesa e gli aumenti d’imposta che il suo leader ha inflitto al paese. La coerenza non è di questo mondo.Non me ne voglia Seminerio, che comunque stimo, ma come si suol dire scagli la prima pietra chi è senza peccato. E mi rifersico proprio a lui, così come ai vari Boldrin, Giannino, Marcegaglia, che quando al governo c'era Berlusconi hanno fatto propaganda dopata per andare al governo tecnico; e ora che c'è il governo tecnico, il loro governo tecnico, ne hanno preso le distanze. Credevano forse che arrivato "Super Mario" arrivasse la rivoluzione liberale? Non li sfiora l'idea che se essa fosse stata possibile l'avrebbe già fatta Berlusconi?
A questo punto basta che diate mandato a Monti di deporre al prossimo vertice UE una formale richiesta di costituire l’Europa federale.Vedremo cosa gli altri paesi risponderanno. Se sì, ok. Se no, che la si finisca una volta per tutte di parlare di federalismo europeo nel dibattito politico italiano.
"If I give money to Spanish banks, I'm the German chancellor but I can't say what these banks do." (Angela Merkel)
"There can be no transfer of sovereignty if there is not an improvement in solidarity." (François Hollande)