domenica 3 marzo 2013

Una cosa a proposito del "parlamento pulito"

Chi scrive  è contrario a proposte quali il limite e due mandati parlamentari o il cosiddetto "parlamento pulito", cioè l'ineleggibilità di chi è stato condannato. Se il popolo vuole eleggere dei condannati come propri rappresentanti, siccome è sovrano, deve poter essere libero di farlo.

Ma tant'è: il Movimento Cinque Stelle si fa vanto della proposta. Vediamo allora come la applica. Indubbiamente i 162 eletti al parlamento sono "puliti", mentre Grillo non si è candidato appunto perché ha una condanna per omicidio colposo (come se un incidente stradale rendesse una persona indegna di fare il parlamentare, ma vabbè...).

C'è un però: appare sempre più evidente come gli eletti del M5S prendano ordini da Grillo. Cioè sono eterodiretti da un extraparlamentare condannato. I casi Favia e Salsi lo dimostrano: Grillo formalmente è solo il proprietario del blog e del simbolo della lista. In quanto tale inibì ai due l'uso del simbolo. In pratica la non ricandidatura, quindi l'espulsione politica.

La cosa ricorda la mafia siciliana quando si scoprì che era ancora comandata da Totò Riina, che, pur essendo in carcere, dava gli ordini tramite i pizzini. Grillo invece lo fa scrivendo articoli sul suo blog.

A cosa serva un parlamento di non condannati quando questi prendono gli ordini da un extraparlamentare condannato non mi è chiaro.

Quando ci saranno le consultazioni per nominare il nuovo presidente del consiglio Napolitano, per avere delle certezze e agire di conseguenza, vorrà parlare con chi comanda nel M5S. Se Grillo deciderà di presentarsi allora il fatto che quel partito politico è agli ordini di un condannato diverrà evidente a tutti. Con la conseguente perdita di credibilità che ne deriverà.

venerdì 7 dicembre 2012

Quando la credibilità è tutto

Sostiene Antonio Padellaro nel suo ultimo editoriale che
i Professori ne hanno combinate di cotte e di crude tirando il collo a un’economia già collassata, accanendosi contro i pensionati, tagliando a colpi di accetta la sanità pubblica, creando masse crescenti di disoccupati. Ma è del tutto irresponsabile far cadere di colpo un governo che commissariando l’Italia per conto dell’Europa si è comunque ritagliato una certa credibilità internazionale.
Cioè, per Padellaro abbiamo l'economia al collasso, i pensionati nella miseria, i tagli alla sanità e la disoccupazione di massa. Ma nulla di tutto ciò importa, perché abbiamo una certa credibilità internazionale. Che in realtà, nel linguaggio della sinistra, è da tradurre ci siamo liberati di Berlusconi.

In nome di quello la nostra sinistra sembra oggi disposta a tutto, anche a votare un governo la cui politica sta danneggiando la crescita del nostro PIL, che dovrebbe essere invece la priorità vista l'ultradecennale difficile situazione economica e finanziaria del paese.

Ma cosa ancora dovrebbe accadere per giustificare un, seppur tardivo, ripensamento su questo governo?

mercoledì 28 novembre 2012

Quando Grillo era a favore dell'Euro

Tutti sanno che Beppe Grillo ha proposto che l'Italia esca dall'Euro. Queste le sue parole:
Io sono per valutare una seria proposta con il minore danno possibile di rimanere in Europa ma di uscire dall'Euro
Successivamente ha precisato di non volere l'uscita dall'Euro, ma di volere che si tenga un referendum sulla permanenza dell'Italia nell'Unione Monetaria Europea:
Non ho mai detto che voglio uscire dall'euro. Ho detto che voglio un referendum senza quorum per far decidere i cittadini sull'euro
Il che equivale a nascondersi dietro a un dito: il referendum può avere due esiti, a favore o contro l'Euro. E se lo si chiede non è certo per ottenere il primo. Ma tant'è.

Chi legge questo blog sa che il suo titolare è critico verso la moneta unica. E pertanto non stigmatizza queste prese di posizione. Ma il popolo del Coglionistan deve sapere che ancora una volta viene preso per i fondelli: c'è crisi, e il capo-popolo se la prende oggi con l'Euro. Ho scritto oggi, perché ieri non era così. Infatti il 5 Giugno 2005 un altro capo-popolo in un altro momento di crisi economica chiedeva la doppia circolazione Lira-Euro, con la prima legata al Dollaro, nonché un referendum sulla questione.

Allora però Grillo rispondeva così sul suo blog (il grassetto è mio):
L’Europa ci chiede di fare riforme strutturali e la Lega Nord si dichiara orgogliosa dei debiti accumulati e chiede di uscire dall’Euro, usato come alibi per una politica fallimentare. L’uscita dall’Euro condurrebbe il Paese alla rovina definitiva.

Potrei continuare ricordando che all'epoca del dibattito sull'adesione all'Unione Monetaria europea la Lega la pensava in maniera diametralmente opposta ("euro per la Padania e la lira per il centrosud"). In fondo i capi popolo (e le loro folle) si assomigliano.

martedì 9 ottobre 2012

Impazzimento

Il Fatto Quotidiano spara in prima pagina la "notizia" che Fiorito coi soldi pubblici si si sarebbe addirittura pagato la campagna elettorale.


Ma pensa un po' che notizia clamorosa, specie dopo che il finanziamento pubblico ai partiti è ufficialmente un rimborso elettorale.

Direte che formalmente quei soldi servivano per il gruppo consiliare. Magari allora ditemi quale uso legittimo avrebbero potuto farne senza rischiare un'improbabile accusa di peculato, come se i consiglieri regionali fossero dei pubblici ufficiali.

Ma allora a che serve?

Uno va sul sito del Sole24Ore e vede questo titolo:


Poi legge l'articolo e vede che:
Per l'Fmi, l'Italia resterà a lungo in una pesante recessione: dopo il -2,3% del Pil previsto per quest'anno, la nuova stima pronostica per il 2013 un ulteriore calo dello 0,7%, mentre tre mesi fa ipotizzavano una contrazione limitata allo 0,3 per cento; solo nell'ultimo trimestre del 2013 l'economia italiana potrà approssimarsi alla crescita zero, mentre la disoccupazione sarà salita all'11,1 per cento.
A questo punto sarebbe lecito domandarsi a cosa sia servito cambiare governo, se questi sono i risultati. Non si fa un governo per andare in recessione, e quando ciò accade lo si considera un fallimento del governo. Ah, mi si risponderà, "la credibilità, l'autorevolezza, lo spread, eravamo sull'orlo-del-baratro..." Ok, ok, basta che vi convinciate che senza Monti le cose sarebbero andate addirittura peggio che l'attuale governo vi sembra buono. Ma purtroppo ciò più che una convinzione è un assioma basato sul nulla. In pratica una superstizione.


A proposito di spread, lo stesso articolo dice che Olivier Blanchard, capo economista del Fondo Monetario Internazionale,
rispondendo a una domanda sul perché i tassi sui bond italiani e spagnoli sono scesi, ha detto che è possibile che sia successo in anticipazione, da parte degli investitori, dell'accettazione" del programma OMT della banca centrale europea (che richiede la sottoposizione a drastiche misure delineate dall'esterno in cambio di un acquisto eventualmente illiminato di bond nazionali). "Se è così – ha concluso - non possiamo essere sicuri che questi tassi resteranno a livelli bassi".
Ditelo a Tito Boeri.

lunedì 1 ottobre 2012

Aspettando le elezioni tedesche del 2013

C'è chi dà la colpa alla Merkel, c'è poi chi dà la colpa agli elettori tedeschi e al fatto che fino alle prossime elezioni i politici si limiteranno ad accarezzare la pancia del loro elettorato. Wolfgang Munchau, oltre ad essere un ottimo analista di economia e finanza per il Financial Times, è tedesco. E dice:
I would counsel readers against falling into the trap of thinking that next year’s German elections will miraculously clear all the hurdles. All the various probable outcomes favour a continuation of the present policy.

martedì 25 settembre 2012

Chi getta fango e chi punta il ditino

Il nostro moralistello preferito torna in azione, commentando il fatto che Nicole Minetti abbia partecipato a una sfilata in costume:
E’ tempo che la signorina Minetti smetta di gettare fango sull’istituzione prestigiosa di cui fa parte, la Regione Lombardia, che al pari della Regione Lazio è uno dei capisaldi democratici di questo Paese
Cioè per Massimo Gramellini le regioni sarebbero "capisaldi democratici di questo Paese" nonché addirittura "istituzioni prestigiose".

Suvvia Gramellini, si calmi.