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lunedì 13 agosto 2012

Il superficialismo smemorato

Cronache dal Coglionistan torna ad occuparsi de Il Post. Motivo: Berlusconi ha dato un'intervista a Libération, e Il Post, estrapolandone una frase, pensa di fare ironia:


Solo che la storia del decreto è vera. Ne avevo parlato qui, ma quello che è più grave è che ne aveva scritto Il Post stesso:


Nel sottotitolo si legge appunto:
è fallita l'ipotesi di un decreto
Infatti quel giorno tutti si aspettavano un decreto legge che però poi non fu fatto. La cronaca de Il Post era iniziata con queste frasi (il giallo l'ho messo io):
Oggi il premier ha trascorso la giornata tra palazzo Chigi e via del Plebiscito per studiare il decreto legge con le misure annunciate a Bruxelles nella sua lettera d’intenti contro la crisi.

Oggi, anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha convocato i principali leader per verificare la coesione nazionale in vista di misure che il Quirinale, il primo novembre, aveva definito «improrogabili». Le possibilità sono due: inserire le norme nel ddl stabilità, all’esame del Senato, attraverso un maxiemendamento oppure un decreto.
Durante la cronaca delle indiscrezioni della giornata Il Post scriveva:
22.41 - il Consiglio dei ministri avrebbe approvato un emendamento alla legge di stabilità. Solo in un secondo tempo si procederà con un decreto e un disegno di legge con le misure contro la crisi

22.50 - Dice Mentana: “il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli, intercettato, ha affermato che quando si calano le braghe bisogna stare attenti a coprirsi le spalle perché svolazzano i temuti uccelli paduli”. Calderoli esprimerebbe il suo totale disappunto per la mancata approvazione tramite decreto
Infine Il Post concludeva l'articolo così:
In Italia è fallita, per ora, l’ipotesi di un decreto: il Consiglio dei ministri ha infatti approvato un maxiemendamento alla legge di stabilità con le norme anti crisi. Solo in un secondo tempo si procederà con un decreto e un disegno di legge. A influenzare la decisione sarebbe stato Giorgio Napolitano: nel provvedimento era previsto l’inserimento di misure che non avevano a che fare con l’emergenza economica. Anche Giulio Tremonti aveva espresso obiezioni sul decreto dichiarandosi invece favorevole alla via parlamentare.
Dunque oltre che superficiali sono pure smemorati, proprio come i loro lettori sui quali però non vale nemmeno la pena di scrivere un articolo tanto sono una causa persa.

mercoledì 22 febbraio 2012

Il superficialismo buonista

Ciclicamente riaffiora la proposta di dare la cittadinanza a tutti gli stranieri nati in Italia oppure quella di accorciare i tempi per ottenerla agli immigrati. I fautori sono generalmente dei buonisti assai superficiali, ma che si dicono d'accordo in base a un istinto egalitarista tipico di quelli che votano a sinistra.

Il problema è che costoro non si chiedono né quali potrebbero essere le conseguenze del dare la cittadinanza a chi non ha un'origine italiana (e quindi non ha necessariamente la stessa origine culturale, religiosa, sociale, o detto in altre parole non viene dalla nostra comunità) e né si chiedono quale sia il problema, e se vi sia un problema, del non avere il passaporto del paese in cui vive.

Svelo qui un primo segreto ad usum coglionorum:
Si può vivere da stranieri in un paese senza per questo essere discriminati
Ho letto altrove di una madre che si lagnava del fatto che al figlio, durante una partita a pallone, era stato rivolto l'epiteto "africano di merda", e che il figlio, non avendo ancora la cittadinanza italiana, non aveva potuto ribattere, ma si era sentito discriminato.

Inutile dire che anche quel fatto è stato portato a sostegno della necessità di dare la cittadinanza secondo lo ius soli (o di renderne l'acquisizione più veloce agli immigrati).

Svelo qui un secondo segreto ad usum coglionorum:
Anche se il ragazzo fosse stato cittadino italiano si sarebbe beccato l'epiteto "africano di merda"
E la cosa lo avrebbe ferito ugualmente, con o senza passaporto italiano.

I buonisti superficiali, che tipicamente leggono Il Post, sentendosi moderni, liberali e "progre" rispetto ai conservatori bigotti e reazionari, citano talvolta Oriana Fallaci, com simbolo di un'intolleranza negativa da superare. Citano poi Tiziano Terzani: "lui sì che diceva cose equilibrate".

Leggere cose buone fa sentire meglio che leggere amare verità. Ma non aiuta né ad andare al fondo delle cose, né a risolverle, né quindi a fare le scelte giuste.

Ma oltre a ciò c'è un'altra ragione per cui ho citato la Fallaci: perché lei era coerentemente un esempio del fatto che si può vivere da stranieri. Lei infatti visse per oltre quindici anni a New York senza avere il passaporto americano. E non se ne lagnava.


PS: segnalo quest'illuminante articolo di Enzo Reale, Il Sofrismo for Dummies.